Cari Presidenti, cari amici,

è già trascorso un anno ed io, per la prima volta, mi rivolgo a Voi come Presidente della nostra Federazione per gli Auguri per le prossime festività.

La fine di ogni anno e l’imminenza dell’inizio del successivo, solitamente ci spingono a fare dei bilanci. E’ il momento dei resoconti e dei progetti ed io non posso e non voglio sottrarmi a questo rito, per l’amore che nutro nei confronti della UITS e il rispetto che ho per tutti Voi.

Da Presidente, devo confessarvi, che è stato un anno estremamente impegnativo. Siamo partiti con il ritardo che sapete, senza alcun passaggio di consegne, con la difficoltà di dover affrontare qualunque problema nel momento in cui questo si presentava, senza alcuna certezza o consapevolezza se non quella di voler, ad ogni costo, rilanciare il ruolo, l’immagine e l’efficienza della UITS.

Che dire poi delle problematiche che, anche se esterne al nostro mondo, si sono rivelate tanto gravi da incidere pesantemente anche sulle nostre quotidianità: la crisi politica, la crisi energetica, la guerra, le difficoltà del periodo post covid sono tutti fattori che hanno fatto sentire il loro peso sulla vita di tutti noi e che hanno molto gravemente condizionato le scelte strategiche intraprese per cogliere quei traguardi da troppo tempo attesi.

Non vi nascondo che a volte ho provato un sentimento profondo di sconforto, riscontrando quanto divario fosse rilevabile tra le tante energie spese ed i risultati ottenuti, ma poi era sufficiente un successo sportivo dei nostri atleti, i sorrisi e le parole di incoraggiamento che ricevo ogni volta che Vi incontro, il riscatto che il nostro sport offre ai tanti tiratori disabili che scelgono le nostre discipline, spesso per tornare a vivere, per ripagarmi per il lavoro fatto, dandomi la forza per fare ancora di più.

E’ entusiasmante vedere come le scelte operate in seno al Consiglio Direttivo si ripercuotano sulla quotidianità di tutti, spesso venendo incontro alle legittime aspettative dei più, ma talvolta anche modificando abitudini e comportamenti che necessitavano di essere corretti. Viviamo in un mondo estremamente connesso e dobbiamo cominciare a considerare che la portata dei nostri comportamenti non resta più all’interno della nostra comunità, ma va oltre e come un virus è pronta a contagiare chiunque, a qualunque titolo, vi entri in contatto.

Dicendovi questo, non posso non pensare ai recenti fatti di Roma, credetemi: sento su di me lo strazio delle famiglie delle vittime, il dolore dei dirigenti della Sezione, l’incredulità di tutto il nostro mondo di fronte a tanta scellerata violenza, ma purtroppo quello che non doveva assolutamente accadere è accaduto e non possiamo riavvolgere il nastro della storia. Abbiamo però un dovere morale al quale non dobbiamo sottrarci e al quale vorrei richiamare tutti voi; una riflessione seria, una valutazione attenta, una messa in discussione delle nostre procedure

per renderle ancora più sicure, ancora più esenti da sbavature o situazioni limite. Ogni evento, anche tragico, deve insegnarci qualche cosa e deve essere spunto di miglioramento. Del resto noi siamo sportivi e il vero sportivo non perde mai, o vince o impara e noi oggi dobbiamo imparare.

Mi commiato da Voi formulando i più sentiti e calorosi auguri per un sereno Natale ed un anno nuovo, colmo di tutte le cose che portate nel cuore. Un affettuoso abbraccio a Voi, alle vostre famiglie ai collaboratori della Vostra Sezione e ai soci tutti.

Costantino Vespasiano