Parigi 2024 è alle spalle e i numeri parlano chiaro: il tiro a segno azzurro dopo la lunga estate in terra francese può ben dire di aver fatto centro. Gli innumerevoli attestati di apprezzamento da parte di tutti gli appassionati, e in generale della famiglia olimpica, confermano in modo inequivocabile che il bilancio di questi Giochi è davvero di qualità.
Poco meno di due mesi fa, nella presentazione delle squadre al CONI, l’Unione Italiana Tiro a Segno aveva palesato le sue speranze, che oggi si sono tramutate in realtà. Tredici atleti in gara (sette alle Olimpiadi, 6 alle Paralimpiadi), 3 medaglie conquistate (un argento e due bronzi), 7 partecipazioni alle finali su 19 prestazioni complessive: sono cifre che non mentono.
“Sono, anzi siamo molto soddisfatti – esordisce il Presidente della UITS, Costantino Vespasiano – abbiamo percorso una strada in salita recuperando il tempo perduto per le vicende del lungo commissariamento della nostra federazione e quel che ne è seguito. Sta di fatto che in due anni e mezzo, e in particolare nell’ultimo anno, abbiamo bruciato le tappe, dando consistenza ad una squadra non solo numerosa, ma giovane e qualitativamente all’altezza della situazione. I risultati lo certificano in modo lampante”.
Che il tiro a segno tornasse ad essere un “asset” importante nella spedizione azzurra era negli auspici di molti, ora è un dato di fatto. “Noi – continua il Presidente Vespasiano – riteniamo che questa esperienza olimpica rappresenti un punto di partenza, più che un traguardo. Sappiamo di poter continuare a crescere, basta avere il tempo per far lavorare la nostra area tecnica, rivelatasi di altissimo livello. Dal Direttore della Preparazione Olimpica Pierluigi Ussorio, passando ai Commissari Tecnici Roberto Di Donna, Giuseppe Fent e Giuseppe Ugherani e tutti i loro collaboratori, stiamo parlando di una struttura di grande professionalità”.
“Ci sono tre elementi che legittimano le nostre aspettative future – spiega il Presidente -. Il primo è che all’interno della nostra squadra, sia quella olimpica che paralimpica, regna una grande armonia. C’è un clima familiare che mi pare metta tutti in condizione di dare il meglio. Il secondo riguarda l’analisi dei risultati ottenuti, essendo evidente che il nostro bottino avrebbe potuto essere ancora migliore: siamo stati bravissimi ma in qualche occasione ci è mancato qualcosa; e su questo sappiamo già quali correttivi adottare per diventare ancora più competitivi. Il terzo è quello che c’è alle spalle: dietro questa squadra, mai così giovane prima d’ora, ci sono altri giovani che scalpitano. I risultati delle massime competizioni giovanili lasciano intendere che a Los Angeles alcuni di questi elementi potranno andare a irrobustire il nostro team, specie nelle specialità dove non siamo ancora al top.
Siamo ovviamente consapevoli dell’impegnativo lavoro che ci attende, ma questo, come fino ad oggi abbiamo ampiamente dimostrato, è qualcosa che non ci ha mai spaventato.”
La prossima settimana, nel corso dei Campionati Italiani assoluti in programma a Bologna, dal 10 al 15 settembre, l’Unione Italiana Tiro a Segno dedicherà una serata speciale ai suoi campioni: “Non c’è esaltazione, ma solo gioia e tanta voglia di goderci insieme quello che abbiamo ottenuto. Poi si ricomincia, con la stessa abnegazione, lo stesso impegno, lo stesso entusiasmo”, conclude il Presidente Vespasiano.
Dopo gli anni luminosi degli ori di Niccolò Campriani, fino al 2016, il tiro a segno italiano è dunque tornato sulla ribalta. Appuntamento a Los Angeles 2028, l’Olimpiade di cui proprio Campriani sarà Direttore dell’area sportiva: sembra un cerchio che si chiude, un cerchio magico.